Elettromedicali a casa, attenzione alle controindicazioni d’uso

29 Settembre 2026

Sono sempre più numerose le persone che utilizzano a domicilio apparecchi elettromedicali. Nel 2025 si stima che siano stati spesi, a livello mondiale, 31 miliardi di Euro per l’acquisto o il noleggio. Un vero e proprio boom. Complice l’invecchiamento della popolazione che ha visto aumentare le patologie degenerative e croniche come l’artrosi e le patologie muscolari, e la difficoltà ad accedere velocemente alle cure del Sistema sanitario nazionale, molti pazienti hanno deciso di intraprendere un percorso di cura in maniera autonoma con l’ausilio di apparecchi elettromedicali domiciliari. A casa propria. E quando parliamo di apparecchi elettromedicali intendiamo riferirci a tutti gli apparecchi elettrici che sono prodotti dal fabbricante allo scopo di cura e destinati ad essere usati da persone senza qualifiche sanitarie. Per essere venduti ad utenti privati i dispositivi devono rispettare alcuni requisiti: i manuali d’uso devono essere in lingua italiana e contenere informazioni chiare, è necessario che siano presenti sistemi di sicurezza interni che salvaguardano l’utente in caso di errori d’uso (e un codice che identifica i dati del produttore). Tra gli elettromedicali più venduti o noleggiati ci sono gli apparecchi per la magnetoterapia, gli apparecchi per la riabilitazione e per l’elettroterapia. La magnetoterapia viene usualmente prescritta per velocizzare la calcificazione ossea in caso di fratture o per curare patologie debilitanti come l’artrosi e l’osteoporosi. Il suo principio di funzionamento si basa sulla propagazione di campi elettromagnetici a bassa frequenza ed alta intensità in grado di penetrare negli strati profondi della pelle fino all’osso, e in grado di stimolare l’attività degli ostoblasti, cellule deputate alla formazione del tessuto osseo. A questa azione se ne associa un’altra altrettanto importante: riduce l’edema sottocutaneo e il dolore che ne deriva. La magnetoterapia è considerata una terapia che si può eseguire in sicurezza, tuttavia è bene tenere presente alcune avvertenze e controindicazioni: è vietata ai portatori di dispositivi elettronici impiantati come i pacemaker, se si hanno le protesi acustiche, le protesi o le placche metalliche (ad esclusione di quelle in Titanio), alle donne in gravidanza, a coloro che presentano infezioni acute, epilessia o malattie oncologiche, anche se per queste ultime mancano dei dati certi e validati. Sconsigliato l’uso del telefono cellulare durante il trattamento, meglio tenerlo lontano dall’apparecchio per il rischio di possibili interferenze d’onda. Gli apparecchi elettromedicali per la riabilitazione degli arti a domicilio, il ginocchio, la spalla e l’anca, sono dispositivi con un motore elettrico che muove l’articolazione lentamente e in maniera regolata senza sforzo attivo da parte del paziente. Sono prescritti dopo gli interventi chirurgici per recuperare il movimento dopo periodi di immobilizzazione. L’uso è controindicato nel qual caso siano presenti fratture non ancora consolidate, per il rischio di danneggiare l’apparecchio di sintesi o rallentare la guarigione; infezioni o edemi importanti, e in presenza di trombosi venosa profonda. Vivamente consigliato l’intervento di un fisioterapista, all’inizio della terapia, che imposti e verifichi l’intensità e la durata del trattamento nel periodo di cura a casa. La terapia a mezzo di elettrostimolazione, generalmente Tens, è basata sul principio di trasmissione di impulsi elettrici sulla pelle tramite l’applicazione di elettrodi in grado di stimolare delle contrazioni involontarie dei muscoli e modificare i segnali di dolore che inviati al sistema nervoso. Nel caso si utilizzino le onde Tens, dei segnali a bassa tensione vengono inviate delle onde a bassa tensione per bloccare il dolore cronico e acuto. È possibile anche trattare l’apparato muscolare con onde specifiche chiamate “compensate”, in modo da stimolare passivamente il gruppo muscolare e recuperare il tono, il volume e la forza. Gli atleti d’élite (sciatori, ciclisti, calciatori, eccetera) utilizzano spesso l’elettrostimolazione “compensata” per aumentare il volume degli allenamenti, e quindi le performance, senza gravare sulle articolazioni.

Fabrizio Lanza

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